Autista

Tra ceste, traffico e modalità zen: una giornata con un autista UFD

26 ottobre 2026

Un pomeriggio sulle strade del Luganese, tra consegne, caldo, traffico e incontri: seguiamo Christian, autista UFD, alla scoperta di tutto ciò che si nasconde dietro una consegna in farmacia.

È un bollente pomeriggio di agosto al centro di distribuzione UFD di Barbengo. Il caldo si fa sentire già prima di partire e intorno a noi il ritmo è quello tipico di una giornata estiva: qualche collega in vacanza, meno ceste del solito e un po’ più di calma. La distribuzione, però, continua a pieno ritmo. Christian prepara il suo giro nel Luganese e io salgo con lui per accompagnarlo durante un pomeriggio di lavoro. L’obiettivo è semplice: capire cosa succede dietro una consegna che, agli occhi di chi la riceve, dura pochi minuti. In realtà quei pochi minuti sono il risultato di un’intera giornata fatta di organizzazione, esperienza, attenzione e, soprattutto, persone.

Prima di partire: ogni cesta al suo posto

Nel deposito si comincia dal carico. Oggi sono circa 65 colli, un quantitativo relativamente contenuto rispetto agli 80–100 che possono essere abituali nei periodi più intensi. Christian si muove tra le ceste con naturalezza. Le prende, le osserva e le sistema una dopo l'altra.

Mi colpisce subito il criterio. Le ceste delle farmacie con più volume finiscono davanti, mentre quelle più leggere vengono sopra e quelle pesanti sotto. Sembra un dettaglio, ma quando la giornata prevede diverse fermate, sapere esattamente dove mettere le mani fa la differenza.

Quelle che pesano di più vanno sotto, quelle leggere sopra. E le farmacie con più volume le metto davanti, così le raggiungo più facilmente quando arrivo.
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Il furgone è in perfetto ordine. «Mi piace che sia tutto a posto», mi dice. E si vede. Il caricamento richiede circa mezz’ora e d’estate ogni minuto conta ancora di più. Nelle giornate di canicola la merce deve restare all’aperto il minimo indispensabile, soprattutto i prodotti con esigenze particolari di conservazione. Per questo Christian organizza ogni movimento in anticipo. «Meno tempo la merce rimane fuori, meglio è.» In quel momento capisco che, nel suo lavoro, rapidità significa sapere già cosa fare. Correre è un’altra cosa.

In viaggio con Christian

Alle 14:00 in punto si parte, con il navigatore spento. Dopo più di otto anni sulle strade di UFD, Christian conosce il suo giro a memoria: sa dove andare, quali strade prendere e qual è la prossima fermata. «Questo giro ormai lo conosco», racconta. E mentre attraversiamo il Luganese mi rendo conto che molte di queste vie, per lui, sono familiari come quelle del proprio quartiere.

Ad agosto anche il traffico concede una tregua: strade più libere del solito e un giro che scorre tranquillo. Christian resta comunque attento, perché basta una colonna, un parcheggio occupato o un rallentamento improvviso per cambiare i tempi di una consegna. In cabina la radio accompagna il viaggio. Arrivano le notizie sportive e il discorso cade sul calcio: Christian è un grande tifoso dell’Inter e tra una fermata e l’altra c’è spazio per qualche commento sulla squadra. Un piccolo dettaglio che rende il viaggio più personale: per qualche minuto sono in compagnia di un ragazzo felice di condividere con me la sua quotidianità.

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Prima farmacia: consegnare significa anche incontrare persone

Arriviamo alla prima farmacia. Christian parcheggia, scende e in pochi secondi è già al lavoro: apre il furgone, prende le ceste già organizzate e si avvia verso l’ingresso. La consegna è veloce, e dietro quella velocità c’è un rapporto costruito nel tempo. Christian conosce le farmacie, riconosce le persone e sa come approcciarsi a ciascuna di loro.

«Con alcuni clienti ormai c'è confidenza.», racconta. «Se te la danno loro, puoi avere un approccio più aperto, anche scherzoso. Però l'educazione viene sempre prima di tutto.»

Con alcuni clienti ormai c'è confidenza. Se te la danno loro, puoi avere un approccio più aperto, anche scherzoso. Però l'educazione viene sempre prima di tutto.

Una battuta, un sorriso, un saluto: pochi secondi che mostrano quanto il rapporto con il cliente sia parte integrante del lavoro. «In farmacia siamo ospiti. Bisogna capire il momento e imparare a prendere le misure.» È una frase che mi rimane. Conoscere il proprio mestiere significa anche questo: capire quando fermarsi a scambiare due parole e quando invece consegnare e lasciare lavorare chi sta dall’altra parte del bancone.

Seconda farmacia: quando il parcheggio fa i capricci

Pochi minuti e si riparte. La seconda fermata ricorda che la strada riserva sempre qualche imprevisto, anche nel giro meglio organizzato: il posto per lo scarico merci davanti alla farmacia è occupato. Christian resta tranquillo: quattro frecce, qualche passo in più e la consegna è fatta. «Se trovi traffico, c’è poco da fare: meglio prenderla con calma.» Ci guardiamo e sorridiamo: la modalità zen è attivata.

È forse la filosofia che descrive meglio il suo approccio: concentrarsi su ciò che si può controllare. Il traffico si affronta, il parcheggio si trova, le ceste si consegnano e si riparte. Durante il giro mi accorgo di quanto l’esperienza trasformi i gesti quotidiani in automatismi: scegliere la cesta giusta, ricordarsi dove parcheggiare, controllare la lista, recuperare i vuoti, richiudere il furgone e ripartire.

Durante il giro mi accorgo di quanto l’esperienza trasformi i gesti quotidiani in automatismi: scegliere la cesta giusta, ricordarsi dove parcheggiare, controllare la lista, recuperare i vuoti, richiudere il furgone e ripartire. «All'inizio hai tante cose da controllare», ammette Christian. «Una volta che hai caricato il furgone, hai una parte di responsabilità sul carico, sulla strada, sulle chiavi, sugli allarmi. Soprattutto all'inizio sono tanti pensieri. Poi diventa tutto più meccanico.»

Meccanico, qui, fa rima con attento: la responsabilità resta, così come la cura per la sicurezza e per la qualità dei prodotti. «Fortunatamente abbiamo responsabili che ci lasciano il tempo di lavorare bene. La sicurezza viene prima di tutto, così come la qualità del medicamento.»

La sicurezza viene prima di tutto, così come la qualità del medicamento.
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Ritorno a Barbengo

Il pomeriggio scorre veloce, una consegna dopo l’altra, fino a quando la strada ci riporta a Barbengo. Il furgone è quasi vuoto, ma la giornata di Christian continua. Le ceste recuperate dalle farmacie vengono scaricate, sistemate e preparate per il ciclo successivo: alcune compattate per ottimizzare lo spazio, altre chiuse e sigillate. Intanto, nel reparto Uscita merci, il lavoro prosegue: si prepara il turno della notte, si sistemano i nastri e si organizza la merce per le consegne successive.Christian dà una mano anche qui. Il suo giro è terminato, la distribuzione invece continua, giorno e notte.

Dietro ogni consegna ci sono persone

Un pomeriggio con Christian cambia il modo di guardare una consegna. Dalla farmacia si vede un furgone che arriva, qualche cesta scaricata e poi la partenza. Da vicino si scopre tutto ciò che rende possibile quel gesto apparentemente semplice.

Ci sono le ceste sistemate con cura prima della partenza, le giornate di caldo intenso in cui ogni minuto conta, le strade conosciute a memoria, i parcheggi da cercare, le battute scambiate con i clienti e una fiducia costruita in anni di esperienza.

E soprattutto ci sono le persone. «Qui ho un bellissimo rapporto con tutti.» racconta Christian con entusiasmo. È forse la frase che riassume meglio la giornata: dietro una consegna puntuale ci sono organizzazione e tecnologia, e ci sono persone che conoscono il territorio, i clienti e il proprio lavoro.
Quando Christian chiude le porte del furgone, il suo giro è terminato. Per le farmacie, invece, la giornata prosegue con tutto ciò che serve. Ed è proprio questo il valore di una buona consegna: far sembrare tutto semplice, anche quando dietro ci sono esperienza, responsabilità e tante persone che, ogni giorno, fanno la loro parte.

Ed è proprio questo il valore di una buona consegna: far sembrare tutto semplice, anche quando dietro ci sono esperienza, responsabilità e tante persone che, ogni giorno, fanno la loro parte.


A tu per tu con Marco Bof, nuovo Responsabile Uscita merci

Marco, cosa ti ha convinto ad accettare questa sfida in UFD?

La logistica è il settore in cui ho costruito il mio percorso professionale e continua ad appassionarmi. Di UFD mi ha attirato soprattutto il legame diretto tra la logistica e un servizio essenziale: dietro ogni consegna ci sono farmacie, professionisti e, alla fine, persone che hanno bisogno dei loro prodotti. Sapere che il nostro lavoro quotidiano ha un impatto concreto mi ha motivato molto.

Com’è stato il primo impatto con la squadra?

Fin dall’inizio ho cercato di essere presente e vicino alla squadra. Ho parlato molto con i collaboratori, ascoltato le loro esperienze e osservato il lavoro quotidiano. Per me era importante arrivare prima di tutto con curiosità: conoscere le persone, capire le dinamiche del reparto e valorizzare l’esperienza di chi lavora sul campo ogni giorno.

Quali sono state le tue priorità iniziali?

Prima di tutto conoscere la squadra e capire bene i processi. In seguito dare gradualmente più struttura e chiarezza all’organizzazione, mantenendo la flessibilità, che in logistica è fondamentale. Per me è stato importante costruire una buona base prima di introdurre dei cambiamenti.

Come descriveresti il tuo stile di guida del reparto?

Direi «presente, chiaro e aperto al dialogo». Mi piace ascoltare e coinvolgere le persone e allo stesso tempo credo sia importante dare una direzione chiara e assumersi la responsabilità delle decisioni. Vorrei che ognuno avesse aspettative e responsabilità chiare, con la libertà di portare idee, iniziative e punti di vista personali.

Cosa significa per te «servizio» in questo contesto?

Significa soprattutto affidabilità. Il cliente deve poter contare su di noi ogni giorno. Molto del nostro lavoro avviene dietro le quinte e proprio per questo è importante che ogni anello della catena funzioni. Un buon servizio è quando tutto arriva dove deve arrivare, nel momento giusto e nelle condizioni giuste

Una frase per riassumere questi primi 100 giorni?

Ascoltare, capire e costruire insieme.

C’è un messaggio che vuoi lanciare ai nostri clienti?

Credo molto nel valore della collaborazione, del rispetto reciproco e del contributo che ogni persona porta ogni giorno. Insieme possiamo continuare a garantire un servizio affidabile e di qualità, mettendo sempre al centro il lavoro di squadra e l’impegno verso i nostri clienti.

Marco Bof, Responsabile UME

Marco Bof

Responsabile Uscita merci